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SALVATORE SANTORSA, Sindaco di Bella


Oggi per molti la questione Meridionale non esiste più, invece noi crediamo che la forbice tra le due Italie si è ulteriormente allargata. La principale linea di demarcazione resta il differente tasso di disoccupazione e la qualità della vita e dei servizi. Parlare della questione meridionale significa porsi il problema di come risolvere gli annosi problemi vecchi e nuovi che affliggono il Sud, dall'endemica disoccupazione alle infrastrutture, ai servizi, con un'ottica nuova e senza uno stato d'animo di pessimismo e di passività che il più delle volte caratterizza le genti del Sud. La Basilicata non è più quella raccontata dal "Cristo si è fermato ad Eboli" di Carlo Levi. Le modificazioni sopravvenute negli ultimi vent'anni non hanno eliminato ne dissolto la questione Meridionale che resta una delle contraddizioni centrali della società italiana, da essa traggono origini le stesse difficoltà contro cui si scontra lo sviluppo economico del paese, l'impossibilità di trovare lavoro e occupazione ai giovani diplomati e laureati, lo spreco delle energie intellettuali, il ruolo della nuova classe operaia dell'indotto e della Fiat di Melfi, i nuovi squilibri interni dell'economia e del territorio meridionale "la nuova polpa e l'osso" di M. R. Doria, i mercati della nuova e moderna agricoltura lucana. Tutto ciò rende ancora più chiara l'importanza della questione meridionale come problema che investe direttamente la responsabilità e la struttura stessa dello Stato, non più e non soltanto come questione straordinaria come la vecchia Cassa del Mezzogiorno. Chiudo questo scritto con un brano tratto da "Il pensiero Meridiano" di F. Cassese: "Non pensare il Sud alla luce della modernità ma al contrario pensare la modernità alla luce del Sud. Pensare il Sud vuol dire allora che il Sud è il soggetto del Pensiero: esso non deve essere analizzato, studiato e giudicato da un pensiero esterno, ma deve riacquistare la forza per pensarci da se per riconquistare con decisione la propria autonomia".

 

Salvatore Santorsa

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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